Pneumatici per AC Ace
AC Ace con pneumatici Michelin
Dal 1954 al 1966 l'AC Ace montava pneumatici 5.50x16. Per questa misura, sia Michelin che Avon hanno messo a punto dei nuovi pneumatici, ispirati proprio all'AC Ace. L'equipaggiamento originale Michelin X è perfetto per questa vettura.
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Storia dell'AC Ace
L'AC iniziò a dedicarsi alle vetture sportive nel 1953, anno in cui diede alla luce l'AC Ace. Pur mantenendo il motore 2 litri standard, questa versione era stata potenziata con un motore da 85 CV, mentre telaio e scocca si basavano sul progetto realizzato John Tojeiro per la Bristol: un progetto estremamente moderno per l'epoca (a Tojeiro fu successivamente chiesto di dedicarsi alla realizzazione dei telai AC). La prima vettura arrivò sul mercato nel 1954. La caratterizzavano un telaio molto resistente e bracci trasversali che abbassavano il baricentro al punto che non era quasi necessario montare le barre antirollio. Era in grado di raggiungere una velocità massima di quasi 170 km/h.
AC Ace con pneumatici Avon
L'Ace fu seguita dall'AC Aceca, caratterizzata da un motore da 105 CV e una scocca coupé. Tuttavia, le esigenze di rendimento aumentavano e questa pressione portò alla decisione di dotare l'AC Ace di un motore Bristol a sei cilindri su base BMW, che sviluppava più di 140 CV. Il motore AC fu mantenuto fino alla fine della produzione a metà degli anni Sessanta, ma il Bristol fu sostituito dal motore utilizzato nella Ford Zephyr da 2.6 litri.
La Thames Ditton propose anche una versione a (quasi) quattro posti chiamata Greyhound; si trattava però di una vettura costosa e spartana, che non riuscì a fare presa sul pubblico.
AC Ace con pneumatici Michelin
La produzione dell'AC Ace cessò a causa della sempre maggiore richiesta orientata verso l'AC Cobra che riempiva le officine AC. Non bisogna sottovalutare il successo dell'AC Ace, che era comunque molto all'avanguardia per l'epoca, molto di più rispetto alle sue rivali.
Pneumatici per AC Cobra
AC Cobra
L'AC Cobra monta una vasta gamma di pneumatici, ma in origine la scelta ricadeva sui 185x15 o in alternativa sui 205/70x15.
A seconda della larghezza delle ruote utilizzate nell'AC Cobra, è possibile scegliere anche tra altre soluzioni riportate di seguito, in particolare sono eccellenti i pneumatici classici Avon CR6ZZ!
Pneumatici posteriori per AC Cobra
Pneumatici anteriori per AC Cobra
Per questi pneumatici speciali, chiamare il numero 0044 (0) 1302 711 123 oppure scrivere a sales@longstone.com.
Le Cobra degli anni Novanta (chiamate AC Superblower) montava cerchi da 16" per i pneumatici anteriori da 225/50x16e per i posteriori da 255/50x16. La versione Michelin Pilot Sport che fa parte della collezione Michelin è disponibile in questa misura e può essere montata sull'AC Superblower e sulla Ferrari Testarossa.
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Storia della AC Cobra
L'AC Cobra fu presentata per la prima volta nell'autunno del 1961, per mano di Carroll Shelby. La caratterizzavano un telaio AC Ace e un enorme motore Ford V8.
Il telaio dell'AC era già di per sé estremamente resistente e nella Cobra era stato aggiunto anche un solido assale posteriore 4HA Salisbury.
Le prime 75 vetture montavano un motore da 4.2 litri e le prime 125 avevano uno sterzo con vite senza fine. A partire dal 1963 la scelta passò invece al motore da 4.7 litri e allo sterzo a cremagliera di serie. Nel 1964 la scocca della Cobra arrivò ad evolversi ulteriormente, fino a dar vita alla velocissima "Daytona" coupé.
In pochi anni la Cobra era stata talmente affinata, che la squadra vinse il Campionato Mondiale GT del 1964 superando alcuni grandi nomi come la 250GTO Ferrari e la leggera E-Type.
Nel 1965 l'AC Cobra fu sottoposta ad alcune importanti modifiche. Innanzitutto le molle a balestra trasversali furono sostituite da una configurazione a molle elicoidali e double-wishbone. In secondo luogo, e sicuramente si trattò del cambiamento più importante mai subito dalla Cobra, la sostituzione del motore da 4.7 litri con un motore a 7 litri Ford Galaxie V8. Questo motore poteva erogare una potenza di 345 CV a 4.600 giri, in una vettura che pesava poco più di 1000 kg!
Il nome da assegnare a questa vettura fu motivo di confusione. L'AC insisteva che la vettura venisse chiamata AC, tuttavia Shelby scelse di battezzarla e commercializzarla come Shelby American Cobra. Successivamente la confusione crebbe ulteriormente quando la vettura venne ribattezzata Ford Cobra. La produzione dell'AC Cobra fu sospesa nel 1968 e successivamente l'AC produsse una versione a passo lungo (l'AC428, anch'essa dotata di scocca Frua). Gli ultimi esemplari furono prodotti nel 1973. Tuttavia, a seguito di nuova gestione, la vettura fu reintrodotta nel 1983 in risposta alla grande richiesta e montava ora un motore da 5 litri V8 MkIV. Le Cobra di nuova produzione erano semplicemente copie dell'originale, ad eccezione della "Superblower", che montava un sovralimentatore e sviluppava 355 CV!
Pneumatici per AC 428
Il pneumatico più adatto alla AC 428 è il 205x15, con il Pirelli Cinturato ™ HS come scelta che meglio si adatta a una vettura sportiva.
Storia della AC 428
La AC Frua o AC 428 classica è una vettura "GT" britannica realizzata negli anni Sessanta e primi anni Settanta. Costruita dalla AC Cars dal 1965 al 1973, è un modello estremamente raro, con un produzione totale di appena 81 vetture, di cui 49 coupé (note come fastback), 29 cabrio e 3 a scocca speciale. Questa vettura fu realizzata sulla base del telaio da corsa con sospensioni a molla dell'AC Cobra 427 Mark III, allungata di 15 cm circa (6"). I telai venivano prodotti presso lo stabilimento AC in Inghilterra, per poi essere spediti all'officina Frua in Italia dove veniva montata la scocca, che veniva a sua volta rispedita in Inghilterra per il montaggio della trasmissione e le finiture. Dati gli enormi costi di produzione, queste vetture non erano vendibili a un prezzo competitivo. A differenza di altre vetture simili, come le classiche Iso Grifo, Iso Rivolta e Monteverdi e le classiche De Tomaso dello stesso periodo, l'AC Frua è caratterizzata da sospensioni da corsa a molle completamente indipendenti. Questa vettura è spesso confusa con la Maserati Mistral molto simile, anch'essa progettata da Pietro Frua. Generalmente si pensa che le due vetture abbiano in comune gran parte degli elementi della scocca, ma in realtà soltanto le finestre del quarto anteriore e le maniglie delle porte sono le stesse.