Pneumatici Jaguar
Jaguar E-Type alla Classic Le Mans 2006
Jaguar XK con pneumatici Michelin X
Jaguar E-Type con pneumatici Michelin XWX
Ruote per Jaguar XK
ULTIME NOTIZIE: sconti per ruote Borrani per Jaguar XK!
Per vedere le ultime novità sulle ruote a raggi, qui sono disponibili tutte le informazioni sulle
ruote a raggi Borrani per Jaguar XK
.
XK con ruote a raggi Borrani
Pneumatici per Jaguar XK
Le Jaguar XK120, XK140 e XK150 erano tutte dotate di serie di pneumatici d'epoca a tele incrociate
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. Fortunatamente per i proprietari di queste meravigliose auto, oggi ci sono molte opzioni disponibili in questa dimensione, pertanto non sarà più necessario utilizzare pneumatici per furgoni o taxi. Abbiamo un'offerta sopraffina di pneumatici classici e d'epoca a tele incrociate adatti al montaggio su XK120, XK140 e XK150.
Tra i pneumatici a tele incrociate disponibili, l'originale Dunlop RS5
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è l'opzione migliore, poiché conferisce un look nello stile dell'epoca ed evita la necessità di montare pneumatici più larghi con battistrada grosso che rende inutilmente difficoltosa la sterzata. Se preferite invece un pneumatico a tele incrociate di ultima generazione, la scelta migliore in assoluto è il modello Dunlop Racing
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, omologato per la strada. Gli unici pneumatici radiali disponibili negli anni Cinquanta corrispondevano agli odierni Michelin X
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e Pirelli Cinturato ™
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, che grazie alla loro speciale conformazione consentono una sterzata leggera.
Le Jaguar XK120, XK140 e XK150 erano considerate tra le migliori vetture sportive del loro tempo e montavano pneumatici della stessa misura di altri marchi di spicco, quali Ferrari, Maserati e Aston Martin. In seguito alla grande domanda di una sola misura di pneumatici per così tante auto classiche, Michelin ha progettato un nuovo pneumatico classico apposito, chiamato Pilote X
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, con indice di velocità W (168mph / 270 km/h). Il battistrada ha una struttura nello stile dei pneumatici a tele incrociate dell'epoca, progettato per spostare rapidamente l'acqua alle elevate velocità e mantenere la massima aderenza in qualsiasi condizione! Il Michelin Pilote X ha fianchi leggermente arrotondati con scritte nello stile dell'epoca e dimensioni identiche ai pneumatici a tele incrociate del tempo, il tutto conformemente alla migliore tecnologia per pneumatici dei nostri giorni. La consegna è gratuita per tutti gli ordini di questi pneumatici.
Inoltre, Longstone è lieta di offrire a tutti i proprietari di XK anche una bellissima alternativa per lo stesso periodo: i pneumatici Pirelli Cinturato ™
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(anche in questo caso, la consegna è gratuita per tutti gli ordini di questi pneumatici). Nel mondo il Cinturato ™ fu il primo pneumatico radiale d'epoca in tessuto e fu montato su numerose vetture del tempo come pneumatico per le massime prestazioni!
Disponibilità pneumatici per Jaguar XK 16"
Per un parere oggettivo sui pneumatici da 16" disponibili, a questo link troverete un articolo apparso sulla
rivista Maserati Club.
. Si prega di ricordare che questo articolo fu scritto quando il Pirelli Cinturato ™ non era disponibile!
Jaguar XK con Michelin 600WR16
Jaguar XK con pneumatici Pilote X Michelin 600WR16
Jaguar XK con pneumatici Pilote X Michelin 600WR16
Storia della Jaguar XK
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il team di progettazione Jaguar diretto da Sir William Lyons iniziò a lavorare su un nuovo motore con due alberi a camme in testa. Via che il progetto prendeva forma, fu chiaro che sarebbe stato possibile creare una degna erede della SS100, azionata da un nuovo motore da 160 CV. Così venne presa la decisione di costruire un'automobile sportiva in grado di ospitare il nuovo motore. Meno di due mesi più tardi, nell'ottobre 1948, la Jaguar XK120 fu presentata in occasione del Motor Show di Earls Court. La vettura riscosse un successo immediato, sia da parte del pubblico sia dalla stampa, che non si capacitavano di come potesse esistere un'auto sportiva in grado di viaggiare a 193 km/h e che costasse solo 998 sterline! Nel corso della sua esistenza la Jaguar XK 120 subì un'evoluzione e nel 1954 fu introdotta la XK 140 da 190 CV e un (piccolo) sedile posteriore e infine nel 1957 fu realizzata la XK150, con freni a disco e l'opzione di un motore da 210 CV. La produzione di tutte le varianti Jaguar XK120, XK140 e XK150 roadster, con tettuccio apribile e con tettuccio fisso, cessò nel 1961.
Jaguar XK con pneumatici Pilote X Michelin 600WR16
Ruote per E-Type Jaguar
ULTIME NOTIZIE: sconti per ruote Borrani per E-Type Jaguar!
Per vedere le ultime novità sulle ruote a raggi, sono disponibili qui tutte le informazioni sulle
ruote Borrani per E-Type Jaguar!
Jaguar E-Type con ruote Borrani
La Jaguar E-Type più famosa del mondo con ruote Borrani
La Jaguar E-Type più famosa del mondo con ruote Borrani
La Jaguar E-Type più famosa del mondo con ruote Borrani
Pneumatici per E-Type Jaguar
La prima E-Type Jaguar era dotata di
640H15
pneumatici a tele incrociate Dunlop RS5 640H15 fino al 1965, quando la fabbrica iniziò ad offrire in alternativa la E-Type con pneumatici radiali Dunlop SP Sport Aquajet
185HR15
. Questi pneumatici, diventati ora classici, divennero di serie per tutte le Jaguar XKE Series 1 e le Jaguar E-Types Series 2.
I migliori pneumatici per le E-Type precedenti al 1971 sono i nuovi Pirelli Cinturato ™
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o i Michelin XVS
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.
Nel 1971 fu introdotta la Jaguar XKE Series 3 in versione V12 da 5.3 litri, dotata di serie di pneumatici radiali Dunlop
ER70x15 (205/70HR15)
su cerchi in acciaio 6"x15" (ruote a raggi disponibili optional). La Jaguar E-Type Series 3 era dotata anche di servosterzo di serie, che risolveva il problema di una sterzata pesante e difficile dovuta a pneumatici più larghi.
9600HP grazie a Philip Porter
Storia della E-Type Jaguar
Nel 1961, 12 anni e 4 mesi dopo il lancio della XK120, in occasione del Salone dell'Auto di Ginevra, Jaguar stupì ancora una volta il mondo con la Jaguar E-Type (XKE) coupé. Questa straordinaria vettura erogava prestazioni di 265 CV, 240 km/h con accelerazione corrispondente e consumo medio di carburante di 15,7 litri/100km, il tutto su un'auto sportiva/touring top di gamma dal prezzo di 2000 GBP. All'epoca si trattava di un'impresa di cui nessun altro produttore era mai stato capace ed è piuttosto sensazionale ancora oggi! Dalla sua nascita nel 1961 in versione E-Type Series 1 da 3.8 litri, alla versione del 1968 E-Type Series 2 da 4.2 litri, fino alla sua ultima versione nel 1975 E-Type XKE Series 3 V12 da 5.3 litri, questa Jaguar ha sempre costituito un parametro di riferimento e alcuni la considerano addirittura la vettura più bella di tutti i tempi.
9600HP grazie a Philip Porter
Storia della Jaguar MkI e MkII
La Jaguar 2.4 Berlina (o Mark 1 come divenne nota in seguito) fu presentata in fiera nel 1955 come vettura di transizione tra la serie sportiva XK e la MkVII in casa Jaguar. Jaguar aveva percepito che c'era una grande domanda di autoveicoli accessibili di elevata qualità e sapeva di essere perfettamente in grado di realizzare il prodotto giusto.
Sarebbe stata la prima auto di Jaguar (e anche di William Lyons) con struttura monoscocca e, come tale, fu oggetto di una lunga e accurata progettazione.
La Jaguar 2.4 montava il mitico motore a 6 cilindri in linea bialbero in versione a cilindrata ridotta, da cui prese il nome 2.4, ed i suoi interni erano rifiniti interamente in pelle e legno! Tuttavia, questo non poteva nascondere il fatto che la vettura da 2.4 litri offriva "solamente" eleganza e spazio, ma non prestazioni.
Per ovviare a questo problema, Jaguar introdusse nel 1957 una versione da 3.4 litri. Poco dopo apparvero i freni a disco!
La produzione della Jaguar Mark 1 continuò fino al 1960, con oltre 35.000 esemplari usciti dallo stabilimento di produzione di Browns Lane (nonostante il disastroso incendio nel 1957).
A questo punto Jaguar aveva imparato molto sui metodi di costruzione senza un telaio (monoscocca) utilizzati per la Mk1. Adesso queste conoscenze sarebbero state sfruttate per la progettazione della carrozzeria della Mk2. I grossi montanti del parabrezza della versione precedente furono sostituiti da elementi più sottili (dato che la carrozzeria era sufficientemente rigida), il che contribuì a rendere l'interno più spazioso migliorando la visibilità.
Sul retro la vettura presentava una carreggiata più ampia che migliorava la maneggevolezza limite, ed era dotata di serie di freni a disco su tutte le ruote (forniti da Dunlop). Mentre i modelli 2.4 e 3.4 continuavano ad essere prodotti, fu aggiunta un'ulteriore versione, considerata la ciliegina sulla torta: la 3.8.
La Jaguar Mk2 divenne molto di moda come vettura adatta a corse mozzafiato, come gli inseguimenti tra svaligiatori di banche e polizia, e le gare sportive. Infatti la Mk2 fu un'auto sportiva da corsa di grande successo (fino all'arrivo della Ford Galaxie).
Tutte e tre le versioni Mk2 con motore XK, furono vendute dai concessionari Jaguar fino al 1968 (la 2.4, resa più conveniente grazie a interni meno lussuosi e paraurti più sottili, fu ribattezzata 240 e resistette fino al 1969), quando nacque la sensazionale XJ6, progettata per sostituire non soltanto la Mk2, ma anche la 420 e le epiche berline Mk10/420G.
Pneumatici Jaguar MkI e MkII
La Jaguar MkI era dotata di pneumatici a tele incrociate
Dunlop RS5 640H15
.
La migliore alternativa radiale per vetture senza servosterzo è il pneumatico radiale
Michelin XAS 180H15
.
La Jaguar MkII era dotata dei seguenti pneumatici radiali:
Dunlop SP Sport Aquajet 185HR15
,
Michelin 185HR15 XVS
,
Dunlop ER70x15 (205/70HR15)
oppure
Michelin 205/70HR15 XWX
.
Ruote Jaguar MkI e MkII
Per vedere le ultime novità sulle ruote a raggi, qui sono disponibili tutte le informazioni sulle
ruote Borrani.
Pneumatici per Jaguar XJ6
La Jaguar XJ6 montava di serie pneumatici 205/70x15 (ER70x15).
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per vedere le opzioni disponibili per la Jaguar XJ6.
Storia della Jaguar XJ6
La Jaguar XJ6 classica equipaggiata con le due versioni del leggendario motore a 6 cilindri in linea da 2.8 e 4.2 litri ereditato dalla XK classica, andò a sostituire la maggior parte delle Jaguar berline classiche che negli anni Sessanta venivano proposte in quattro gamme diverse. Oltre ai motori, l'altro elemento principale ereditato dai modelli precedenti furono le ampie sospensioni posteriori indipendenti, acquisite dalla Mark 10.
Questo modello vide inoltre l'adozione del marchio Daimler per una versione particolarmente lussuosa, che venne chiamata Daimler Sovereign e che perpetuò la presenza del nome Daimler come era già avvenuto per la Jaguar 420 classica.
L'abbreviazione "XJ" derivava dal nome in codice assegnato alla vettura in fase di sviluppo, acronimo di Experimental Jaguar. La vettura fu lanciata sul mercato nel settembre del 1968. Il servosterzo e i rivestimenti in pelle erano di serie nella versione da 2.8 litri 'De Luxe' e nei modelli da 4.2 litri e, sempre sulla versione 4.2, era disponibile come optional anche il climatizzatore. Le versioni Daimler furono lanciate nell'ottobre del 1969, con una serie di spot televisivi che avevano per protagonista Sir William in persona che definiva questa vettura "la più bella Jaguar mai realizzata". Una caratteristica insolita, retaggio della Jaguar Mark 10, era la presenza di due serbatoi per il carburante, posizionati sui lati del bagagliaio e che venivano riempiti attraverso due bocchettoni separati con serratura, ognuno posto sopra un'ala degli archi passaruota posteriori.
Nel marzo 1970 l'azienda annunciava che il cambio automatico Borg-Warner Model 8, di cui era dotata la XJ6 dal 1968, sarebbe stato sostituito nella versione 4.2 della XJ6 con un cambio Borg-Warner Model 12. Il nuovo cambio prevedeva tre diverse posizioni di marcia in avanti, attivabili tramite la leva di selezione che consentiva agli amanti delle grandi prestazioni di mantenere rapporti inferiori anche a regimi superiori e ottenere in questo modo una migliore accelerazione.
Nel 1972 divenne disponibile l'opzione di una versione a passo lungo che offriva ai passeggeri della fila posteriore un modesto ampliamento dello spazio per le gambe.
Pneumatici per Jaguar XJS
La Jaguar XJS montava di serie pneumatici 215/70x15.
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per vedere le opzioni disponibili per la Jaguar XJS.
Storia della Jaguar XJS
La prima XJS apparve nel 1975. La trazione proveniva dal motore a benzina Jaguar V12 con l'opzione di cambio manuale o automatico, anche se il cambio manuale fu ben presto abbandonato.
A quel tempo le vetture classiche V12 non erano comuni, soprattutto a causa di altre auto sportive di lusso dei produttori italiani Lamborghini e Ferrari. Le specifiche della XJS erano paragonabili a quelle di altre vetture italiane classiche; era in grado di accelerare da 0 a 96,5 km/h in 8,9 secondi (non un granché per gli standard odierni, ma niente male per gli anni Settanta) e di raggiungere quasi 230 km/h.
La prima serie di XJS montava una trasmissione Borg-Warner Model 12 con cassa in ghisa e campana fissata a bulloni. Nel 1979 furono montate trasmissioni General Motors Turbo-Hydromatic 400. La trasmissione TH400 era un cassa realizzata in pura lega d'alluminio con campana integrata non rimovibile.
Il periodo di lancio della Jaguar non fu molto favorevole, poiché la vettura fu introdotta sul mercato in seguito alla crisi petrolifera e i potenziali clienti per una vettura gran turismo con motore V12 da 5.3 litri erano pochissimi. Inoltre la XJS fu anche oggetto di critiche, in particolare per le "ali" posteriori, realizzate dietro i finestrini.
Jaguar colse l'opportunità di farsi pubblicità con le serie televisive "I nuovi vendicatori" e "Il ritorno del santo". Nella serie "Il ritorno del santo", Simon Templar guidava una delle prime XJS con numero di targa "ST 1". La Corgi realizzò un modellino della vettura che diventò molto popolare. Una quindicina di anni prima, Jaguar rifiutò l'offerta dei produttori della precedente serie del Santo di utilizzare una E-Type, così questi optarono per una Volvo P1800.
Per rispondere alle critiche di coloro che non vedevano nella XJS una degna erede della E-Type, nel 1978 Pininfarina realizzò una vettura sportiva da esposizione con la meccanica della XJS, chiamata Jaguar XJ Spider, che tuttavia non andò mai in produzione.
Pneumatici per Jaguar XJ40
La Jaguar XJ40 montava di serie pneumatici 220/65x390.
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Storia della Jaguar XJ40
Negli anni Settanta, la Jaguar realizzò la Jaguar XJ40 classica, un modello completamente nuovo destinato a sostituire l'originale XJ6. A causa dei problemi in corso alla British Leyland e alla crisi petrolifera, la realizzazione di questa vettura subì continui ritardi. Contribuirono alla sua realizzazione i progettisti interni di Jaguar e di Pininfarina. Alla fine fu deciso di optare per una progettazione interna per tutto il corso della produzione.
Quando questa vettura apparve sul mercato nell'ottobre del 1986, tutte le versioni eccetto quella di base presentavano controversi gruppi ottici squadrati, una caratteristica ereditata dai modelli sviluppati negli anni Settanta. L'auto, considerata più "evolutiva" che non "rivoluzionaria", presentava diversi miglioramenti tra cui le sospensioni posteriori indipendenti di seconda generazione. Una nuova concorrente con cui dovette confrontarsi fu la BMW serie E32 7 classica, recentemente ampliata.
Nonostante la stampa inglese preferisse la Jaguar, nei test di confronto eseguiti dalle testate tedesche la XJ40 tendeva a perdere terreno. Inizialmente furono proposti soltanto i modelli a sei cilindri da 2.9 e 3.6 litri. La versione V12 e quella allungata, che comprendeva anche il modello a tetto rialzato Daimler Majestic destinato a divenire una vettura presidenziale, subirono un ennesimo ritardo e furono lanciate quando la XJ40 era arrivata alla fine del suo viaggio.
Il ritardo nella realizzazione del motore V12 era dovuto al vano motore progettato con delle misure troppo strette per un motore a V, anche se si dice che il vano fosse stato deliberatamente progettato a quel modo perché i progettisti temevano che l'azienda madre avrebbe altrimenti insistito sull'utilizzo di un motore basato sul diffusissimo Rover V8. Dopo l'acquisizione di Jaguar da parte di Ford nel dicembre 1989, il lavoro partì da una rielaborazione del vano motore per montare il V12. Per ironia della sorte, fu proprio grazie alla Ford che la Jaguar si ritrovò più tardi a essere di nuovo sotto lo stesso tetto di un altro membro della vecchia famiglia Rover, la Land Rover, come era già avvenuto in passato grazie alla British Leyland. Tuttavia, essendo stata sviluppata da allora una propria versione più moderna del motore V8, accadde il contrario di quanto si era temuto e il motore Jaguar finì con l'essere montato nei modelli classici Land Rover, tanto che la vecchia versione Rover V8 fu definitivamente abbandonata.