Pneumatici Lancia
Lancia Lambda
Lancia Stratos in volo
Lancia D50
Si prega di utilizzare questa sezione del nostro sito Internet per trovare i pneumatici adatti alla Lancia classica in questione. È disponibile una vasta gamma di pneumatici per vetture classiche Lancia.
Pneumatici per Lancia Aurelia
Lancia Aurelia
La Lancia Aurelia fu presentata al Salone dell'Auto di Torino nel 1950. Progettata da Vittorio Jano, era un concentrato di innovazione. Sotto la scocca berlina a quattro porte e priva di montanti, l'Aurelia nascondeva un motore V6 interamente in lega. Il sistema transaxle a quattro velocità, completo di freni entrobordo e un cambio in blocco unico con frizione e differenziale, garantiva una buona distribuzione del peso, mentre le sospensioni completamente indipendenti, caratterizzate da ammortizzatori idraulici e molle elicoidali sull'avantreno e bracci portaruota disposti in diagonale sul retrotreno, insieme agli allora rivoluzionari pneumatici radiali Michelin 165x400, garantivano una tenuta di strada e una maneggevolezza eccezionali. Pochi anni dopo, per l'Aurelia furono proposti i Pirelli Cinturato ™ 165x400 come soluzione più sportiva e moderna, ora realizzati con un indice di velocità superiore.
La prima vettura della serie Aurelia fu la B10 Berlina. Montava un motore da 1574 cm³ che sviluppava circa 60 CV. Inizialmente piovvero le critiche per la (scarsa) performance, alle quali Lancia rispose lanciando un anno dopo la B21. Esteticamente, c'erano pochi dettagli che distinguevano la B10 dalla B21, il motore da 1574 cm³ era stato sostituito da un motore da 1991 cm³ che sviluppava 70 CV. Per aggiungere un tocco sportivo, nello stesso anno fu realizzata anche la B20 GT coupé. La coupé a due porte fu disegnata dalla penna di Boano della Carrozzeria Ghia. Gianpaolo Boano era il figlio del proprietario della Carrozzeria Ghia, Mario Felice Boano, e la produzione fu gestita da Pininfarina. La vettura poggiava su un telaio accorciato e montava una versione affinata del motore da 1991cc che sviluppava 75 CV. La produzione raggiunse appena i 500 esemplari. Una seconda serie coupé fu creata utilizzando una versione ancor più innovativa del motore da 1991cc che ora sviluppava 80 CV. Tra i miglioramenti meccanici erano compresi i freni e le sospensioni abbassate, due soluzioni che miravano a prestazioni maggiori. Le modifiche di stile erano per lo più concentrate all'interno; di queste la più vistosa interessò il cruscotto.
Lancia Aurelia
Nel 1953 Lancia lanciò la B20 coupé, la terza della serie, azionata da un motore da 2451 cm³ e quasi 120 CV. Questa segnò la nascita della prima versione dell'Aurelia con guida a sinistra disponibile sul mercato. Le sospensioni posteriori indipendenti non potevano gestire la potenza supplementare del nuovo motore, quindi si passò ad un sistema de Dion. Ne furono prodotti 720 esemplari.
La B12 rappresentò il primo cambiamento drastico dell'Aurelia, sia dal punto di vista meccanico che estetico. Il suo motore da 2266 cm³ erogava 87 CV. Le sospensioni posteriori furono modificate optando per un sistema de Dion. Sulle finestre furono montati i deflettori e furono modificati anche i fari. In tutto ne furono prodotti 2400 esemplari.
Nel 1955 fu presentata al pubblico del Salone dell'Auto di Bruxelles la B24 Spider. Lancia aveva dato a Pininfarina l'incarico di progettare e produrre una serie limitata di vetture B12 a passo corto. La potenza veniva erogata da un motore da 2451cc. Successivamente fu presentata anche una versione cabrio, che riscosse maggior successo, per un totale di 521 vetture cabrio e 240 spider.
La produzione della Berlina cessò nel 1955. Le serie coupé e cabrio continuarono fino al 1958. Esistevano in totale sei serie di coupé, tra le quali a partire quinta serie si iniziò a puntare meno sulle prestazioni e più sul lusso.
Ruote Lancia Aurelia
La Ruote Borrani Milano è lieta di annunciare il lancio di una "nuova" re-edizione delle ruote bimetalliche per la Lancia Aurelia.
Ruota Borrani bimetallica
Ruota Borrani bimetallica
Ruota Borrani bimetallica
Carlo Borrani fu un vero pioniere nel campo dei cerchi in lega per le ruote a raggi e utilizzò questi stessi cerchi anche per realizzare una ruota leggera con l'elemento centrale in acciaio, inizialmente chiamata "CABO" e successivamente "bimetallica". Molte di queste ruote furono vendute negli anni Cinquanta e Sessanta come allestimento di serie o supplemento sportivo per marchi come Ferrari, Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati.
In risposta alle numerose richieste provenienti da tutto il mondo, la Borrani ha recentemente deciso di riproporre un'edizione limitata delle ruote bimetalliche per Lancia, identiche al progetto originale (lanciato nel luglio 1952 per i modelli Aurelia). Ora adatta alle sei serie B20 e altre varianti dell'Aurelia, la ruota base misura 165 x 400 ed è composta da un cerchio in lega con elemento centrale in acciaio. A breve sarà disponibile anche una ruota bimetallica per i modelli Flaminia. Fedeli alla tradizione, le nuove ruote bimetalliche pesano circa il 20% in meno delle ruote tradizionali in acciaio, giocano quindi un ruolo importante per ridurre il peso non molleggiato e migliorare la manovrabilità della vettura. Considerato che molte di queste ruote sono utilizzate nelle gare e nei rally, vengono proposte con o senza elementi di fissaggio del coprimozzo, a discrezione del cliente.
Per maggiori informazioni, vedere Ruote bimetalliche Borrani per Lancia Aurelia.
Pneumatici per Lancia Flavia
La Lancia Flavia montava pneumatici 155x15. Cliccare qui per vedere le opzioni disponibili per la Lancia Flavia. Per questa vettura consigliamo Pirelli Cinturato ™ o Michelin XAS.
Storia della Lancia Flavia
L'artefice della Lancia Flavia classica progettata alla fine degli anni Cinquanta e lanciata sul mercato nel Regno Unito nel 1961 fu il Professor Fessia. Inizialmente disponibile solo nella versione classica a 4 porte, la caratterizzavano un motore in alluminio da 1.5 litri, freni a disco Dunlop sulle quattro ruote, trazione anteriore e sospensioni anteriori con bracci trasversali di lunghezza diversa. A questo modello fu presto affiancato un modello coupé a due porte, progettato da Pininfarina su una base più corta. Vignale realizzò una versione cabrio a due porte, mentre Zagato progettò un modello a due porte sportivo e leggero, dall'aspetto stravagante. Per dare maggiore potenza al motore, la versione sportiva era corredata di due carburatori a doppio corpo, ma questa versione era notevolmente difficile da mantenere a regime.
Una successiva evoluzione del motore previde un ampliamento a 1.8 litri, con una versione a iniezione meccanica Kugelfischer e un cambio manuale a cinque marce. La produzione delle versioni Vignale e Zagato fu interrotta verso la fine degli anni Sessanta, quando Fiat acquisì il controllo sull'azienda. Le scocche delle versioni coupé e berlina furono rivisitate e presentate per la prima volta nel marzo del 1969 al Salone dell'Auto di Ginevra. Il motore passò a 2.0 litri, disponibile con carburatore o a iniezione e cambio a quattro o cinque marce. I motori da 2.0 litri furono montati soltanto sulle scocche coupé rivisitate da Pininfarina e nelle scocche della Lancia berlina.
Pneumatici per Lancia Fulvia
La Lancia Fulvia montava pneumatici 155x14 o 520x14. Cliccare qui per vedere le opzioni disponibili per la Lancia Fulvia.
Pneumatici per Lancia Stratos
Lancia Stratos equipaggiata con pneumatici Pirelli P-Zero
La Lancia Stratos montava originariamente pneumatici Michelin XWX 205/70x14. Cliccare qui per vedere le opzioni disponibili per la Lancia Stratos Stradale.
Per una Lancia Stratos che monta ruote da 15", il pneumatico più indicato appartiene alla gamma Michelin TB (come montavano le vetture originali): 18/60x15 anteriori e 23/62x15 o 26/61x15 e 29/61x15 posteriori. Cliccare qui per vedere i pneumatici TB Michelin da 15" disponibili per la Lancia Stratos.
Alcune vetture montano pneumatici Pirelli P Zero da 225/50ZR15 anteriori e 345/35ZR15 posteriori (vedi figura in alto).
Storia della Lancia Stratos
La Stratos Bertone era stata progettata per un unico scopo: vincere il Campionato Mondiale di Rally. Furono presentati due prototipi della Stratos: uno al Salone dell'Auto di Torino nel 1970 e l'altro un anno dopo. Le versioni da strada di questa vettura furono costruite soltanto per soddisfare gli standard di omologazione. Di conseguenza, la versione da strada aveva un abitacolo molto rumoroso, era scomoda e non aveva un buon ricircolo d'aria all'interno (proprio come avviene generalmente in una vettura da rally). Nel frontale della vettura erano alloggiate le ventole di raffreddamento e una gomma di ricambio. Quindi non era certo una vettura adatta a trasportare bagagli.
Nel 1973, la Stratos partecipò al suo primo rally e vinse. Successivamente, dal 1974 al 1976 continuò a dominare la scena aggiudicandosi il titolo di Campione del Mondo rally ogni anno.
La Lancia apparteneva alla Fiat proprio come la Ferrari, aveva quindi enormi risorse da cui attingere. Ad esempio ricordiamo il motore Ferrari Dino V6 con quattro alberi a camme in testa montato nel retro della vettura. Si trattava di un motore in grado di sviluppare fino a quasi 200 CV, con un'accelerazione da zero a cento chilometri in appena 7 secondi. La vettura era inoltre corredata di cambio manuale a cinque velocità e freni a disco ventilati da 9.9".
La scocca era Bertone e la fibra di vetro veniva utilizzata il più possibile per la sua leggerezza. Lo spoiler posteriore favoriva la deportanza e incanalava l'aria nei condotti del motore. Tuttavia, in alcuni passaggi safari era proprio questo stesso spoiler che faceva incanalare anche la polvere, che danneggiava il motore causando non pochi problemi. Se il veicolo si capottava, l'alettone era sufficientemente forte da assorbire l'impatto della turbolenza.
La Lancia Stratos fu la prima vettura ad essere progettata specificamente per i rally internazionali, nel corso dei quali riscosse successi straordinari e poiché era necessario arrivare a costruire 400 esemplari, alcuni fortunati ebbero la possibilità di acquistare una vettura da gara da guidare su strada. Il suo design era davvero rivoluzionario, di una bellezza senza tempo, tipica delle prime supercar moderne. Con una velocità massima (nella versione di serie) di 230 km/h (da 0 a 96,5 km/h in 6,8 secondi), abbinata a una maneggevolezza e freni eccellenti, ci sono poche altre vetture che la possano eguagliare a parità di condizioni di motorizzazione negli spostamenti lungo delle strade tortuose.
La Stratos fece la sua prima apparizione nel 1970, basata su una Lancia Fulvia rivisitata dalla Bertone, per essere adottata da Cesare Fiorio, allora responsabile del settore agonistico di Lancia. Ben presto venne realizzato un prototipo che montava un motore Lancia, ma il potenziale della vettura era talmente grande che fu sostituito da un Dino Ferrari 2.4 litri, da cui nacque la leggenda. Quando passò dallo stabilimento ai rally internazionali, la Stratos divenne la prima vettura della storia da cui tutti si aspettavano la vittoria. E così fu: infatti la vettura vinse i Campionati Mondiali del 1975 e 1976. Fiat, l'azienda madre cambiò la propria politica di gara e decise di vincere i rally con una vettura diversa, ma questo non fermò la Stratos. Non più tardi del 1979 una Stratos iscritta da un privato vinse il Rally di Monte Carlo, uno tra i più importanti eventi sportivi moderni.