Jaguar Enthusiast dicembre 2006

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Credits

Scritto da John Barrott. Pubblicato in Jaguar Enthusiast, vol. 22 n° 12, dic. 2006, The Jaguar Enthusiasts' Club.

Nella tarda estate del 2004 mi resi conto che era passato un decennio dalla fine del restauro della mia E-Type Series 1 4.2 litri, DUD 555C (o DUD per brevità). Negli anni successivi al restauro l'ho esposta a varie mostre (con più o meno successo), l'ho usata quotidianamente quasi tutte le estati, l'ho spinta al limite in qualche gara privata di velocità e l'ho iscritta a numerose corse classiche e rally più o meno competitivi, percorrendo così più di 40.000 km.

E poi? Pensavo di passare l'inverno ad esaminare a fondo l'auto per verificare la resistenza del restauro nei dieci anni trascorsi. A suo tempo non ero mai riuscito a farlo come avrei voluto, quindi mi pareva un buon momento per apportare qualche miglioria e modifica necessaria per la fase successiva della vita dell'auto, tuttavia ancora da decidere. Le gare erano fuori discussione perché non volevo modificare l'auto troppo a fondo, compromettendo dunque le sue qualità su strada. E non volevo nemmeno rovinarla o farci qualcosa di insensato (ora che sono un quarantenne non sono così vispo come quando avevo vent'anni).

Leggendo un numero della rivista Circuit Driver, mi resi conto che le corse sui circuiti non sono esclusivo appannaggio di prove in preparazione della stagione automobilistica o di eventi speciali per un determinato gruppo di auto dello stesso marchio. Il numero di Track Day organizzati da terzi era in rapida crescita, c'era un elenco con oltre 60 date: trovai così il seguito del mio divertimento a bordo della E-Type.

Dopo qualche ricerca in Internet, scelsi di affidarmi a Bookatrack per organizzare la mia prima volta in pista. Mi sembravano professionali, competenti e ben organizzati. Sono fattori fondamentali perché a questi eventi il benessere del pilota e quello dell'auto dipendono prevalentemente dal modo in cui i circuiti sono sorvegliati, assistiti e gestiti dagli organizzatori. Inoltre, il loro efficiente sito Internet consente di prenotare e pagare in modo semplice e immediato. Sono felice di poter dire che le mie prime impressioni furono confermate dalla realtà quando presi parte agli eventi.

Preparazione dell'auto

Avevo deciso di sottoporre la mia E-Type ad un esame estremamente accurato durante l'inverno del 2004. Non apportai alcuna modifica estrema per le corse su pista, perché volevo conservare le caratteristiche da strada dell'auto, tuttavia montai cinture di sicurezza complete da gara Sabelt (rimovibili), un estintore e un impianto di scappamento diretto (senza marmitta) e collettori in acciaio inossidabile, questi ultimi soltanto perché quelli vecchi si erano leggermente rovinati quando picchiai a terra con il fondo della vettura anni fa. Montai anche tre carburatori SU standard con prese d'aria a trombetta e coprifiltro Pipercross; infine, dopo alcuni esperimenti, spilli conici per arricchire la miscela. In realtà la regolazione dell'aspirazione avvenne esattamente come descritto nel manuale di fabbrica per la regolazione della Jaguar E-Type. L'auto aveva già una ventola elettrica Kenlowe e iniezione Lumenition Optronic (maggiori informazioni di seguito); inoltre controllai accuratamente tutti gli aspetti meccanici dell'auto, sostituendo alcune boccole per sospensioni e sterzo, ove necessario.

Aspirazione modificata sulla Jaguar E-Type di John Barrott

Collettori modificati sulla Jaguar E-Type di John Barrott

Poi iniziai a pensare alle ruote. La resistenza delle ruote a raggi standard mi ha sempre preoccupato un po', in particolare per la coppia che le ruote posteriori devono trasmettere in spinta (la mia auto ha un assale posteriore 3.31:1). Mi stupiva anche il fatto che, per quanto ne sapessi, nessuno avesse mai gareggiato con una E-Type dotata di ruote e raggi standard. All'inizio ero orientato verso una splendida riproduzione di cerchi in lega Minilite, ma i bracci a terra non andavano bene, non c'era abbastanza spazio libero negli archi passaruota posteriori. Alla fine acquistai ruote a raggi a triplo incrocio da corsa 5.5J presso Motor Wheel Services e le feci verniciare in blu antracite, praticamente uguale al colore della carrozzeria della Jaguar.

La Jaguar E-Type di John Barrott con ruote a raggi verniciate nel colore della carrozzeria

Mi incuriosisce il fatto che il look dell'auto con queste ruote tende a dividere l'opinione comune. Io le trovo meravigliose, in un certo senso sobrie e nostalgiche dei tempi delle C-Type con ruote a raggi nel colore della carrozzeria. Tuttavia, solo la metà di chi le vede è d'accordo con me, all'altra metà non piacciono proprio.

Ho fatto anche qualche ricerca sui pneumatici. C'era chi consigliava di passare a gomme più larghe e di qualità media o bassa, ma io non volevo alterare l'aspetto della mia vettura. C'era anche chi diceva che sarebbe stato meglio (e anche più divertente) stare su pneumatici di dimensioni standard, a meno che non pensassi di cambiare le sospensioni (ed io non ci pensavo proprio). Da anni viaggiavo ormai su pneumatici Avon Turbosteel ed ero anche moderatamente soddisfatto, ma alla fine optai per nuove ruote con pneumatici Michelin XVS 185HR15. Si tratta di un'evoluzione dei pneumatici XAS, considerati innovativi al tempo in cui apparvero nel 1965, poiché erano i primi pneumatici da strada con battistrada asimmetrico. Nonostante il prezzo parecchio elevato, devo ammettere che sono stati una rivelazione rispetto agli Avon, grazie all'ottima aderenza e maneggevolezza, specialmente sul bagnato.

Infine, l'ultima modifica sotto il cofano fu l'installazione di un serbatoio di recupero dell'olio, superfluo per circuiti non da gara, ma adesso rimaneva molto spazio dove alloggiava prima la scatola della presa d'aria e del filtro originale, e togliendo tutto ciò avrei dovuto fare comunque un po' d'ordine attorno alla presa d'aria. Devo ammettere che dentro di me mi figuravo un'orda inferocita di piloti Caterham che piombava addosso al povero proprietario della E-type, per aver appena lasciato dietro di sé litri di olio imbrattando qualche curva a gomito o altri punti pericolosi. Così pensai che un serbatoio di recupero avrebbe per lo meno evitato una situazione simile.

All'interno dell'auto montai alcuni fermi per il coperchio a cerniera del portaoggetti sotto al bracciolo e anche per il divisorio del portabagagli dietro ai sedili. Se questi vani rimangono ben chiusi, è possibile portare con sé sui circuiti importanti oggetti personali (l'ultima cosa che voglio quando sono concentrato sulla guida è che si apra il portaoggetti sotto al bracciolo e che il telefono o il portafogli cadano chissà dove, in giro per l'auto). Costruii anche un supporto per la videocamera e lo fissai all'attacco superiore della cintura di sicurezza del passeggero: una posizione eccellente per riprendere alcune immagini dall'interno della vettura (alcune si possono vedere al sito web Bookatrack).

Mi comprai un nuovo casco e guanti Demon Tweeks: così ero proprio pronto! Io e la mia DUD potevamo scendere in pista!

La Jaguar E-Type di John Barrott

La prima volta in pista

Il mio primo circuito prenotato con Bookatrack fu per un Track Day a sessioni separate presso il Cadwell Park nel maggio 2005. "Sessioni separate" significa che esistono sessioni diverse a seconda del grado di abilità: per principianti, intermedi ed esperti. L'alternativa è un evento "open pit lane" in cui chiunque può entrare in pista in qualsiasi momento, fino ad un numero massimo di auto sul circuito.

Arrivai alle 8 del mattino, il tempo era bello, il sole riscaldava il paddock mentre svuotavo l'auto da tutti i miei attrezzi e altri oggetti personali, li riponevo e li avvolgevo in un telo impermeabile (mettendoci sopra la ruota di scorta per tenere tutto assieme), chiusi e bloccai tutti gli sportelli interni e passai ad un ultimo controllo approfondito dell'auto. Volevo verificare la pressione dei pneumatici nei vari momenti della giornata, così iniziai aggiungendo altri 4psi ad ogni ruota, raggiungendo così una pressione complessiva di 36psi a freddo.

Nonostante ci fossero diverse auto interessanti nel paddock, modestamente facevo anch'io la mia bella figura. Tutti, dagli organizzatori fino ai piloti, sia principianti che esperti, mi coprirono di complimenti e attenzioni. Non si vede tutti i giorni una E-Type ad un evento del genere.

Quel giorno la mia era l'auto più antica e anche la più lenta di tutte. Forse per via del mio naturale istinto di conservazione (per me stesso e per l'auto) che mi faceva viaggiare ad appena 8,5 o 9 decimi, mentre alcune vetture speciali da pista erano quasi sempre al limite, anche se bisogna ammettere che Cadwell non è proprio il circuito ideale per una E-type. Tutto sommato fu un'esperienza positiva e divertente, ma il rapporto tra i tratti in curva e i rettilinei è un po' elevato per una pesante vettura sportiva classica.

Scesi in pista il mattino, nella sessione dei principianti, e fu fantastico guidare su un circuito che avevo visto tantissime volte da spettatore. Il tratto in salita, The Mountain, fu un gran divertimento, anche se, a differenza di altri, non riuscii proprio a far volare l'auto in cima! La maggior parte dei giri fui costretto a percorrerli in seconda o in terza, mettendo la marcia più alta solo per brevi tratti. Infatti scoprii che non riuscivo a superare di molto i 160 km/h in nessun punto, perché ogni tanto il motore perdeva colpi, e non soltanto nella marcia più alta, ma a volte anche nelle altre marce, quando spingevo lo spingevo a pieno regime.

Nel pomeriggio la pista tornò ad essere "open pit lane", ossia aperta a tutti. Per i meno esperti può essere un po' scoraggiante, ma grazie all'eccellente organizzazione e alle regole di Bookatrack, andò tutto liscio come l'olio. Devo ammettere che nessuno ha assunto un atteggiamento prepotente.

È da qui che si vede se la giornata al circuito è stata positiva o meno. È possibile provare qualcosa, fare alcuni giri, effettuare alcune modifiche se necessario e infine tornare in pista, in un ambiente in cui si può fare un confronto reale e coerente.

Il motore che ogni tanto perdeva colpi a pieno regime era un problema che cercavo di capire ormai da anni. Avevo controllato approfonditamente più volte l'aspirazione, il carburatore e il sistema d'iniezione, ma non ero mai riuscito ad eliminarlo del tutto. Ora mi stavo convincendo che fosse un problema di bassa tensione nell'iniezione. Siccome adesso potevo provocare il fenomeno in pista, alla fine della giornata avevo individuato il problema.

Feci anche alcune prove con la pressione dei pneumatici e notai come cambiava la maneggevolezza. Dopo aver sperimentato diverse pressioni davanti e dietro, decisi che la cosa migliore per Cadwell era la pressione iniziale di +4psi su tutte le ruote, viste e considerate le condizioni e il mio stile di guida in quel momento. Sulla rapida curva a destra Charlies, dopo un po' di sovrasterzata iniziale, i quattro pneumatici stavano proprio iniziando ad andare.

In totale percorsi una trentina di giri. Ovviamente la temperatura cominciava a salire un bel po' dopo una sessione di 5 o 6 giri. Si percepiva distintamente l'odore dei freni "caldi", con un sacco di polvere sulle mie bellissime ruote nuove di zecca, e lo sfiato del cambio che emetteva del vapore leggermente oleoso. Tutto quel tempo in seconda e in terza a pieno regime mise a dura prova il cambio. Ci misi parecchio tempo anche per capire il problema intermittente del motore, fermarmi, effettuare le necessarie modifiche e ripartire per verificarle.

Nel complesso rimasi pienamente soddisfatto delle prestazioni dell'auto e dell'esperienza decisamente divertente. Così decisi di prenotare subito un'altra giornata, stavolta a Donington Park, un circuito decisamente più "veloce", che pensavo fosse più adatto alla mia E-Type.

La mia seconda esperienza

Il problema al motore era effettivamente dovuto ad un modulo elettronico guasto nel sistema Lumenition. Senza l'esperienza a regimi sostenuti di Cadwell Park, probabilmente non ne avrei ancora capito la causa.

Anche se all'inizio il tempo pareva reggere, presto iniziò a piovere, peggiorando sempre più fino ad allagare alcuni punti della pista. Fortunatamente arrivai presto e riuscii ad accaparrarmi uno dei garage liberi!

Le GTD40 sono eccellenti riproduzioni della Ford GT40, testate da tre "autentici" piloti di automobili sportive, uno dei quali era arrivato appositamente dagli Stati Uniti. Li avevo incontrati la sera prima alla pensione dove alloggiavo, quindi ebbi modo di parlarci un po' e adesso, avere queste persone alla porta accanto rendeva questo soggiorno indimenticabile. Una delle esperienze più belle fu quando Malcolm MacAdam mi portò con sé per 6 giri a bordo della sua GTD40. Con tutta quella pioggia fu veramente qualcosa di emozionante, che mi fece certamente capire quanto più temerari e reattivi siano i piloti che hanno accumulato esperienza in gare vere e proprie. Non saprò mai come faceva Malcolm a mantenere l'auto in carreggiata. Una cosa è certa: dopo aver lasciato la corsia dei box, le ruote non puntavano mai nella direzione in cui effettivamente andavano, fino a che non siamo ritornati ai box cinque giri dopo. I giri da passeggero rimangono una delle esperienze più sensazionali di tutta la mia vita.

Il mio cattivo umore iniziale per via del tempo andò rasserenandosi immediatamente dopo essere sceso in pista a bordo della mia E-Type. Ero uno dei primi in pista e ben presto compresi che avevo meno difficoltà di molte altre vetture. A bordo della mia auto chiusa con tergicristallo e sbrinatore in funzione, mi sentivo parecchio fortunato rispetto a quei poveretti in pista su auto senza tettuccio. Inoltre, mi resi conto che era possibile divertirsi un sacco sul bagnato, perché l'auto dimostrava il suo limite di aderenza a velocità notevolmente inferiori, rispetto a quanto non accadesse su fondo asciutto.

I pneumatici Michelin XVS sono fantastici sul bagnato. Riuscivo ad effettuare agevolmente delle controsterzate ad ogni curva, facendo sbandare l'auto ma senza mai perdere il controllo, infatti sterzando o accelerando se necessario, l'auto ritornava sempre in carreggiata. Ovviamente, tutto questo ad una velocità ridicola, lentissima, date le condizioni della pista e i miei pneumatici relativamente "sottili". Tuttavia, durante le frenate su rettilineo, le proprietà di distribuzione dell'acqua del battistrada dei miei pneumatici Michelin parevano concedermi una tenuta molto superiore alla media. Scoprii persino che ero in grado di frenare meglio di vetture molto più leggere. In un momento memorabile, riuscii persino a superare una Caterham subito prima di una chicane. Questa frenò proprio davanti a me, facendo immediatamente un testacoda e andando a sbattere contro le pile di pneumatici di protezione. Io riuscii a frenare più tardi e ad aggirare l'ostacolo.

L'altro aspetto positivo del bagnato, secondo me, è che l'usura sull'auto pare molto minore. Alla fine feci una quarantina di giri in tutto e mi divertii tantissimo.

Da non perdere!

Così, dopo due giornate d'esperienza in pista, ero tentato dal pensiero di trovare un modo per migliorare le prestazioni della E-Type. Ma tutto sommato, ho deciso di non farci nient'altro se non sostituire le pastiglie dei freni con pastiglie Greenstuff in vista dell'estate. Adesso l'auto funziona veramente bene, è bellissima e rimane un'ottima macchina da strada. Pertanto, nel prossimo futuro la mia DUD manterrà le medesime specifiche e continuerà a partecipare ai Track Day come "la nonnina del paddock". Durante le prossime estati è mia intenzione provare tutti i circuiti in cui mi sono divertito, guardando gli eventi storici del passato e facendomi un'idea di come appaiano le cose dall'altra parte delle pile di pneumatici.

Se avete una Jaguar d'epoca o storica (o anche un modello moderno), il mio consiglio spassionato è di partecipare ad una giornata in pista. E naturalmente posso raccomandarvi Bookatrack per la sua efficienza organizzativa. I Track Day sono veramente divertenti, gli altri partecipanti e gli organizzatori sono persone simpaticissime e, a detta di molti, non ci sono abbastanza vetture storiche interessanti che vi prendono parte. Ah, sì! E non dimenticate i magnifici eventi su pista organizzati da Terry Dye a nome del nostro Club.

Riconoscimenti / Riferimenti

Grazie a Picture Management per l'autorizzazione alla pubblicazione delle foto. Il loro sito web si trova all'indirizzo www.picman.co.uk

Il sito web di Bookatrack, all'indirizzo www.bookatrack.com, fornisce tutti i dettagli sulle attività disponibili.

Per alcune riprese dall'abitacolo della E-Type a Cadwell Park, consultate il link www.bookatrack.com/-pgP2738

Per i Track Day del Jaguar Enthusiasts' Club si prega di contattare Terry Dye.


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