Octane marzo 2007

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Scritto da Delwyn Mallett, fotografie di Ian Dawson. Pubblicato su Octane, numero 45, marzo 2007, Octane Media Ltd.
Borrani Banner

James Bond è tornato e il divertimento è garantito. Inoltre fa piacere vedere che, anche se solo per un breve istante, James fa contorcere fino quasi a strappare completamente la gomma dalle sue Borrani montate su una "vera" Aston.

Negli anni Cinquanta l'autore dei romanzi di James Bond, Ian Fleming, arrivò a far nascere praticamente da solo una vera passione per il marchio Borrani. Prima di Bond, le automobili erano semplicemente dotate di "ruote", ma dopo l'avvento di Bond c'erano le automobili che montavano delle "ruote" e altre che montavano delle "Borrani", tanto che anche nei piccoli annunci del giornale di auto usate "Exchange & Mart" si evidenziava il fatto che determinate vetture montassero "ruote Borrani" per incentivarne l'acquisto. Per i fortunati che si potevano permettere una Ferrari, Maserati, Aston Martin o Ford GT 40, le Borrani erano di serie, ma per la gente comune queste ruote continuarono ad essere un accessorio assolutamente particolare, che andava ben oltre le loro possibilità economiche.

Di fatto la ruota Borrani ha origini inglesi, nonostante possa sembrare italiana quanto il Chianti e la pizza. Nel 1922 Carlo Borrani individuò la possibilità di fornire agli italiani appassionati di auto da corsa uno speciale accessorio che aveva la stessa forma del gruppo ruota-mozzo Rudge-Withworth, ma che consentiva di smontare più velocemente la ruota, tanto che concordò con l'azienda di Coventry di produrre questo dispositivo brevettato su sua licenza. Ancora oggi il logo Borrani è una replica di quello adottato dalla Rudge-Whitworth dopo il 1890. A quell'epoca la maggior parte delle strade non avevano nulla da invidiare ad un circuito da rally, le forature rappresentavano un'aggravante frequente e qualsiasi pilota sarebbe stato favorevolmente interessato ad una soluzione che potesse facilitare il cambio delle ruote. Risparmiare tempo era ancora più importante nelle gare quando, oltre alle forature, subentrava anche il problema dell'usura che arrivava a intaccare la tela molto prima della fine della gara. Nel 1908 la casa produttrice di biciclette e motociclette Rudge-Whitworth introdusse sul mercato una ruota montata su un mozzo per mezzo di un unico attacco centrale e fissata per mezzo di un unico gallettone. I vantaggi risultarono subito evidenti e i costruttori di macchine da corsa di tutto il mondo iniziarono ben presto a montare esclusivamente ruote Rudge-Whitworth.

Carlo Borrani aprì la sua prima piccola fabbrica, originariamente chiamata Rudge-Whitworth Milano, in Via Ugo Bassi 9 e nello stesso anno sia Alfa Romeo che Lancia iniziarono a equipaggiare le proprie vetture con le ruote Borrani. ? significativo il fatto che nel 1924 un giovane pilota di nome Enzo Ferrari vinse la Coppa Acerbo a Pescara con la sua Alfa corredata di ruote Borrani e che successivamente dal 1932 al 1934 la Scuderia Ferrari svolse attività agonistica anche in campo motociclistico adottando le moto Rudge-Whitworth. Con il tempo, Enzo sarebbe diventato il cliente più famoso di Borrani.

Nel 1935 il nome "Rudge-Whitworth" fu abbandonato e la società cambiò ragione sociale per diventare Carlo Borrani SpA. La fama delle Borrani come eccellenti ruote da corsa crebbe ancora di più negli anni Trenta grazie all'introduzione dei cerchi in lega leggera. Borrani si fece un nome anche in campo motociclistico e in un'epoca in cui le moto italiane non erano seconde a nessuno, Benelli, Gilera, Moto-Guzzi e MV Agusta sfrecciavano sui circuiti di tutto il mondo montando i cerchi in lega Borrani.

Fino agli inizi degli anni Cinquanta, i dispositivi di sganciamento Borrani erano caratterizzati da un gallettone a due alette, ma in occasione della corsa di Indianapolis del 1952, i meccanici Ferrari furono talmente colpiti dal gallettone a tre alette americano che anche Borrani si convinse a realizzarne una versione uguale. Fu proprio in occasione della 500 Miglia di Indianapolis che Borrani visse un momento di grande imbarazzo pubblico, quando il cedimento di una ruota costrinse Ascari a ritirarsi dalla gara. Borrani reagì riprogettando un mozzo più robusto.

Parallelamente ai progressi tecnologici degli anni Cinquanta, le case automobilistiche iniziarono ad abbandonare gradualmente le ruote a raggi e Borrani rispose realizzando una ruota "bimetallica" costituita da un centro in acciaio pressato accoppiato ai cerchi in lega già esistenti. Nel 1955 il nome Borrani iniziò a essere troppo grande per poterne contenere le attività nel vecchio stabilimento. Fu così che l'azienda fu spostata fuori città e cambiò ragione sociale divenendo Costruzioni Meccaniche Rho SpA, pur continuando a commercializzare le ruote con il marchio Ruote Borrani Milano.

La ruota della fortuna continuava a girare e la Borrani si trovava ad avere un nuovo titolare e una nuova sede. Fortunatamente l'intero archivio Borrani rimaneva comunque intatto, con le specifiche di tutte le ruote progettate sin dal 1922.

Per maggiori informazioni contattare Ruote Borranio l'agente per il Regno Unito Longstone al numero 0044 (0) 1302 711 123.

 

Una Ferrari merita solo il meglio

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