Ferrari
Ferrari 500 Superfast con pneumatici Longstone a Silverstone
Il famosissimo cavallino rampante Ferrari
Ferrari 250 SWB alla Classic Le Mans 2006
Pneumatici Ferrari 250
La Ferrari Classic 250 montava originariamente pneumatici 185VR16. Tra questi il pneumatico più simile all'originale è il Pirelli Cinturato ™.
Storia della Ferrari 250
La produzione della bellissima Ferrari 250 inizia nel 1952 e continua fino agli anni Sessanta.
La prima delle meravigliose creazioni di Ferrari fu dunque la 250, introdotta nel 1952 con un innovativo motore 3 litri che eroga circa 230 CV. Nel 1953 in occasione del Salone dell'Auto di Parigi, Ferrari presentò altri due classici, la favolosa Ferrari 250 Europa e la Ferrari 250 Export. Queste due vetture erano dotate di un potente motore V12 Lampredi, utilizzato anche per le Ferrari di Formula 1. Tra le due Ferrari, la 250 Export era la più corta ed era dunque leggermente più agile, ma non era dotata dei lussuosi accorgimenti della 250 Europa. La Europa, leggermente più larga, offriva più spazio all'interno e manteneva tutta la potenza del motore V12. Purtroppo però la loro produzione non durò nel tempo, pertanto ne esistono solo 18 esemplari.
Ferrari 250 Monza a Le Mans 2006
Poco dopo nel 1954, Ferrari realizzò quattro Ferrari 250 Monza da corsa, molto simili alla famosa Ferrari 750 Monza, ma con il potentissimo motore Colombo 3 litri.
Tre anni dopo, al Salone dell'Auto di Ginevra del 1957, Ferrari presentò il suo ultimo modello, la 250 GT cabriolet, un gioiello di bellezza e eleganza con carrozzeria firmata da Pininfarina. Dopo appena 36 esemplari prodotti, nel 1959, fu introdotta una versione rivisitata della Ferrari 250 GT cabriolet.
Nel 1957 Ferrari presentò anche la 250 GT Berlinetta Tour De France (TDF), che fu chiamata così perché realizzata per partecipare all'omonima gara di dieci giorni. La Ferrari, costruita in un primo momento in versione 240 CV, fu in seguito modificata per erogare ben 260 CV rendendola così estremamente competitiva. Inoltre, nel 1957 Ferrari produsse la 250 GT California Spider, concepita con una struttura più leggera possibile, realizzata quasi completamente in alluminio. Ferrari riuscì a produrne solo 45 esemplari, prima che fosse sostituita dalla versione SWB nel 1960.
La Ferrari 250 SWB a Le Mans 2006
Complessivamente Ferrari realizzò 250 esemplari della 250 GT Berlinetta SWB. La produzione di questa eccezionale Ferrari iniziò nel 1959 su telaio con passo corto e sportivo. Alcune di queste vetture erano costruite per le scuderie sportive, altre invece erano destinate al normale utilizzo nella vita di tutti i giorni. Queste Ferrari si distinguevano per una potenza molto importante, da 240 a 280 CV; inoltre era possibile scegliere tra carrozzeria in acciaio o alluminio. La carrozzeria in acciaio, più adatta ad un uso da strada, caratterizzava la versione nota con il nome Lusso. Queste vetture da gara (non adatte a portare i bimbi a scuola) non avevano nessun elemento di lusso, ma solo un assetto da corsa. Si trattava di Ferrari molto più potenti e leggere della versione Lusso. In effetti la Ferrari 250 SWB era così veloce e competitiva che venne considerata da molti una delle auto da corsa GT più importanti dell'epoca. Nel 1961 la Ferrari SWB Berlinetta entrò nella categoria GT del campionato dei costruttori. Intanto nel 1960 Ferrari introdusse la 250 GT SWB California Spider, presentata al Salone dell'Auto di Ginevra, che andava a sostituire la LWB ed era realizzata sulla base della Ferrari 250 GT SWB; di queste ne furono prodotti soltanto 55 esemplari circa.
Oltre a tutto questo, tra il 1957 e il 1958, Ferrari aveva prodotto anche 19 esemplari di 250 TR, ossia TestaRossa in riferimento al colore che si dipingeva sui coperchi degli assi a camme. Questa Ferrari, nota per il suo design "Pontoon-Fender", opera della celebre carrozzeria Scaglietti, era dotata di motore Colombo V12 montato ad angolo di 60 gradi e di sei carburatori Weber 38 DCN. Questo magnifico motore con trazione posteriore e cambio manuale a quattro rapporti erogava una potenza di 300 CV, facendo raggiungere alla Ferrari 250 TR una velocità massima di 270 km/h. Dal 1958 al 1961 la 250 TR fu iscritta a 19 gare di campionato e ne vinse dieci.
Ruote della Ferrari 250
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Storia della Ferrari 250 GTO
La 250 GTO fu una supercar e auto da corsa realizzata da Ferrari negli anni Sessanta. La Ferrari 250 GTO è sempre stata considerata da molte riviste e costruttori come una delle vetture più importanti mai costruite. E probabilmente è anche il bolide più amato dagli appassionati di motori.
La parte numerica del nome deriva dalla cilindrata di ciascun cilindro del motore in centimetri cubici, mentre GTO significa Gran Turismo Omologata. La Ferrari 250 GTO fu progettata appositamente per gare e competizioni nella categoria GT. Si trattava di un'evoluzione ortodossa, secondo alcuni conservatrice, della 250 GT SWB.
L'ingegnere capo di Ferrari, Giotto Bizzarini, prese il telaio della 250 GT SWB e vi installò il motore V12 3.0 litri della 250 Testarossa. Dopo una lite con molti altri ingegneri Ferrari, tra cui anche Bizzarini, Enzo Ferrari trasferì lo sviluppo definitivo della 250 GTO al designer Sergio Scaglietti e all'ingegnere Mauro Forghieri. La raffinata carrozzeria fu perfezionata nella galleria del vento e in pista, a differenza di molte altre Ferrari progettate da singoli individui.
La 250 GTO fu il massimo esempio della tecnologia dei primi anni Sessanta, con telaio in tubi saldati a mano, sospensioni con bracci anteriori davanti e asse motore posteriore, freni a disco e le mitiche ruote a raggi Borrani. La Ferrari 250 GTO vantava inoltre un cambio a cinque rapporti, rivoluzionario per l'epoca, mentre la griglia metallica che definiva i rapporti delle marce sarebbe diventata una tradizione mantenuta anche per le Ferrari dei giorni nostri. Gli interni della Ferrari 250 GTO erano estremamente semplici; ad un certo momento Ferrari considerò addirittura di non installare il tachimetro poiché lo riteneva superfluo!
La ridottissima produzione della 250 GTO significava che Ferrari poteva permettersi di essere molto selettiva con i potenziali clienti. Solo alcune personalità nelle grazie di Ferrari o del suo ambasciatore per il Nord America, Luigi Chinetti, potevano entrare in possesso della migliore auto da corsa dell'epoca al prezzo di 18.000 dollari (nel 1960).
Ruote della Ferrari 250 GTO
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Pneumatici per Ferrari 330 GT
Originariamente la Ferrari Classic 330 GT montava pneumatici Pirelli Cinturato ™ 205VR15.
Alcune auto sono state dotate di pneumatici leggermente più larghi con lo stesso diametro complessivo, il migliore di questi è il Michelin XWX 215/70x15.
Ruote per Ferrari 330 GT
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Ruote Borrani con Michelin XWX
Pneumatici per Ferrari 275 GTB
Ferrari 275 con pneumatici Michelin XWX
In origine la Ferrari 275 montava pneumatici Michelin XWX 205x14. In alternativa si possono usare anche i pneumatici Michelin XWX 215/70x15.
Ruote per Ferrari 275 GTB
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Ruota Borrani da gara per Ferrari 275 con pneumatico Michelin XWX
Pneumatici Ferrari 365
La Ferrari 365 montava di serie pneumatici 215/70x15 o
205VR15.
Ulteriori informazioni al sito www.365gtc4.com dedicato interamente al modello Ferrari 365 GTC/4. Qui è disponibile ogni sorta di informazioni storiche e tecniche su quest'elegante modello Ferrari, oltre a molte foto d'epoca e contemporanee della raffinata 365 GTC/4. Inoltre è presente un forum in cui gli interessati discutono di temi relativi alla 365 GTC/4.
Le prime Ferrari 365 furono introdotte alla fine degli anni Sessanta e rimasero in produzione fino all'inizio degli anni Settanta. Spesso le 365 montavano il motore Columbo V-12 SOHC da 4390 cm³ dotato di tre carburatori Weber, che erogava circa 300 CV. Le sospensioni anteriori e posteriori erano generalmente di tipo indipendente con doppi ammortizzatori e molle elicoidali. La 365 GT4 2+2 aveva invece sospensioni a ruote indipendenti con parallelogrammi trasversali e molle elicoidali. La 365 California era dotata di assale rigido sul retrotreno con sospensione posteriore a molle elicoidali. Il telaio era tubolare con configurazione a traliccio centrale.
I freni a disco erano di serie su tutti i veicoli, così come il cambio manuale a cinque rapporti. Molte serie erano dotate di serie di caratteristiche come il servosterzo e il climatizzatore, non comune a quel tempo. Quando la maggior parte dei costruttori, come Lamborghini e De Tomaso, realizzavano vetture con struttura a motore centrale, Ferrari continuava con il suo comprovato e consolidato motore anteriore con trazione posteriore.
Nel 1967 la Ferrari dominava la 24 Ore di Daytona occupando il primo, il secondo e il terzo posto. Al Salone dell'Auto di Parigi del 1968 il pubblico e la stampa si aspettavano che la nuova Ferrari Berlinetta portasse il nome "Daytona". Invece si sbagliavano poiché Ferrari chiamò la nuova vettura 365 GTB/4, anche se è sempre stata soprannominata Daytona fino ai giorni nostri. In realtà, Ferrari voleva chiamarla Daytona, ma la rivelazione avvenne anzitempo, pertanto fu usata la denominazione sequenziale tradizionale di casa Ferrari.
Durante la sua produzione dal 1968 al 1974, ne furono creati 1383 esemplari progettati da Pininfarina.
Il famoso designer di carrozzerie Pininfarina fu incaricato di realizzare molte delle progettazioni per la serie 365. Il progetti non erano una novità e prendevano spunto da molte linee stilistiche dei precedenti modelli 330 GTC e 275 GTS. I gruppi ottici erano quelli della 500 Superfast. Il risultato fu un'autovettura dal look sensazionale con meccanica e prestazioni comprovate Ferrari.
GT stava per Gran Turismo. GTB indicava Berlinetta o coupé. GTS indicava i modelli aperti, con tettuccio apribile o completamente decapottabili. 4 si riferiva al motore con quattro alberi a camme. C stava per Corsa o Competizione.
Ferrari 365 California
Originariamente la Ferrari Classic 365 California montava pneumatici Pirelli Cinturato ™ 205VR15.
Nel 1966 in occasione del Salone dell'Auto di Ginevra, Ferrari presentò la 365 California, come erede della Ferrari 500 Superfast. Il famoso designer di carrozzerie Pininfarina fu incaricato di realizzare la scocca del veicolo. Il risultato fu una vettura biposto a due porte, cabriolet. La 365 si rifaceva sostanzialmente alla meccanica del modello precedente, tra cui il cambio manuale a cinque rapporti, il telaio e le sospensioni. Il muso del veicolo aveva linee simili a quello della 500, integrandovi però alcune novità. La sua velocità massima di 240 km/h la rendeva la cabriolet più veloce del mondo. I freni a disco fornivano ottime prestazioni alla vettura di 1300 kg. La produzione durò soltanto un anno, in cui ne furono prodotti quattordici esemplari in tutto.
Ferrari 365 GT2+2
Originariamente la Ferrari Classic 365 GT2+2 montava pneumatici Pirelli Cinturato ™ 205VR15.
La 365 GT2+2 fu presentata nel 1967 ed era solo la seconda vettura Ferrari a quattro posti. Il bolide fu prodotto fino al 1971, con un totale di 800 esemplari circa.
I passeggeri sul retro non avevano molto spazio per la testa, ma lo spazio per le gambe era adeguato alla maggior parte delle persone. Questa vettura si proponeva di essere performante e confortevole. Pertanto fu dotata di alzacristalli elettrici, rivestimenti in pelle, freni servoassistiti, moquette ovunque e climatizzatore optional.
Ferrari 365 GTC
La Ferrari 365 GTC era dotata originariamente di pneumatici Michelin XWX 215/70x15.
Verso la fine del 1968, Ferrari introdusse la 365 GTC che rimase in produzione fino al 1970, con un totale di 168 esemplari. La 365 GTC era sostanzialmente una 330 GTC con motore V-12 SOHC da 4390 cm³. Esteriormente il veicolo era molto simile al suo predecessore, solo le griglie di aerazione laterali anteriori erano state eliminate ed erano state sostituite da bocchette nere agli angoli posteriori del cofano.
Ferrari 365 GTS
La Ferrari 365 GTS era dotata originariamente di pneumatici Michelin XWX 215/70x15.
La 365 GTS fu l'erede della 330 GTS. Dotata di motore SOHC da 4390 cm³, presentava bocchette di raffreddamento sul cofano al posto delle griglie laterali. Ne furono prodotte soltanto 20 unità.
Ferrari 365 GTC/4
La Ferrari 365 GTC/4 era dotata originariamente di pneumatici Michelin XWX 215/70x15.
La 365 GTC/4 fu presentata nel 1971 come erede della 365 GT 2+2. Era costruita su un telaio Daytona e dotata di sospensioni indipendenti. Montava i medesimi freni a disco ventilati della Daytona. Il cambio era montato anteriormente, il motore era un V12 4390cc, ma dotato di ben sei carburatori Weber doppio corpo, montati lateralmente, e lubrificazione a carter umido, per un'erogazione di 340 CV.
Ancora una volta il design era firmato da Pininfarina. La due porte, coupé 2+2, aveva gruppi ottici a scomparsa e ruote in lega a cinque razze. La sua produzione durò fino al 1972 per un totale di 500 esemplari circa. Le severe leggi americane in materia di sicurezza ed inquinamento contribuirono a decretare la fine della sua produzione GTC/4.
Ferrari 365 GT4 2+2
La Ferrari 365 GT4 2+2 era dotata originariamente di pneumatici Michelin XWX 215/70x15.
La 365 GT4 2+2 fece il suo debutto nel 1972 al Salone dell'Auto di Parigi, come erede della 365 GT 2+2 e della 365 GTC/4. Era costruita su un telaio maggiorato della 365 GTC/4 e aveva la stessa meccanica. Il telaio più grande offriva più spazio nell'abitacolo, soprattutto per i passeggeri sul retro e per i bagagli. Ancora una volta il design era opera di Pininfarina e stavolta era diverso rispetto ai precedenti modelli 365.
La sua produzione durò fino al 1976 per un totale di 470 esemplari circa.
Ferrari 365 GT4 BB
La Ferrari 365 GT4 BB era dotata di pneumatici Michelin XWX 215/70x15davanti e di Michelin XWX
225/70x15 dietro.
La 365 GT4 BB, ossia Berlinetta Boxer, fu presentata al pubblico al salone dell'Auto di Torino nel 1971. Le sue linee erano simili a quelle dell'auto da esposizione P6 costruita nel 1968. Il motore era un boxer 12 cilindri montato longitudinalmente. Il cambio era montato sotto al motore. La progettazione era eccellente, ma finiva per creare uno squilibrio nella distribuzione del peso, concentrato prevalentemente sul retrotreno. Il problema del peso e l'alto montaggio del motore nel veicolo compromettevano la maneggevolezza, tanto da impedire all'auto di avere successo in gara.
La 365 GT4 BB fu sostituita dalla 512 BB nel 1976. La 512 BB aveva una struttura simile ma montava un motore da cinque litri.
Ferrari Dino
All'inizio la Dino Ferrari era dotata di pneumatici 185x14, corrispondenti ai nostri Michelin MXV-P, mentre la successiva Dino 246 montava originariamente i Michelin XWX 205/70VR14. Fortunatamente Michelin ha reintrodotto questo modello, poiché non esiste nessun altro pneumatico adatto!
Ferrari Dino 246
Ferrari Dino 246
Dino fu il nome affibbiato alle Ferrari sportive con motore centrale e trazione posteriore, prodotte dall'azienda dal 1968 al 1976. Nel 1976 il nome Dino fu eliminato, per cedere il passo all'intero nome Ferrari per tutte le auto.
La prima ad uscire dallo stabilimento fu la Ferrari Dino 206 nel 1968, che fu prodotta in 150 esemplari soltanto. La 246 sarebbe stata la prima della serie Dino ad essere prodotta in grande quantità dal 1969, per un totale di 3761 unità in versione GT coupé e spider. La Ferrari Dino 206 fu acclamata per il suo rivoluzionario design e le impressionanti caratteristiche di guida. La vettura prende il nome Dino dall'ultimo figlio di Enzo Ferrari, Alfredo Dino Ferrari, autore della progettazione del motore V6. Le vetture con il nome Dino comprendono la 246 GT e anche la successiva 308 GT4. La Ferrari Dino 246 fu considerata una della vetture con motore centrale più raffinate ed eleganti, grazie alle sue morbide curve e linee in memoria delle prime Ferrari. Al contrario, il design della Ferrari Dino 308 è più spigoloso, lineare e scattante.
La Dino Berlinetta fu la prima Ferrari con motore centrale, con montaggio trasversale, progettata dal grande Pininfarina e realizzata da Scaglietti, con motore V6 2.0 litri completamente in alluminio, in grado di toccare gli 8000 giri/min., e con scocca in lega leggera. La 206 era dotata anche di sospensioni completamente indipendenti e freni a disco su tutte le ruote. Queste caratteristiche contribuivano a rendere l'attuale esperienza di guida senza precedenti rispetto a qualsiasi altra Ferrari precedentemente prodotta. La Dino 246 montava un motore da 2.4 litri con blocco in ferro e testata in lega.
Sfortunatamente la Ferrari Dino viene screditata fin troppo spesso dai puristi, ma nonostante tutto rimane una delle più belle Ferrari mai prodotte.
Ferrari 365 GTB/4 Daytona
La Ferrari 365 GTB/4 Daytona era dotata originariamente di pneumatici Michelin XWX 215/70x15.
Alcune auto sono state dotate anche di ruote posteriori optional più larghe, con pneumatici Michelin XWX 225/70x15.
Ferrari 365 GTB/4 Daytona
Ferrari 365 GTB/4 Daytona in viola
Ruote per Ferrari 365 GTB/4 Daytona
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Ferrari 308 GTB/GTS
Le Ferrari 308 GTB e GTS erano dotate originariamente di pneumatici Michelin XWX 205/70VR14, in seguito furono montati invece pneumatici Michelin TRX 220/55VR390. Attualmente Longstone distribuisce entrambi i modelli.
Ferrari 308 su pneumatici TB15
Non è molto risaputo, ma la 308 GTB fu anche una vettura rally di grande successo! All'inizio degli anni Ottanta, Michelotto modificò alcune auto per competere in rally nazionali. Queste vetture avevano un notevole successo in Italia e, oltre ad altre vittorie, vinsero per due volte consecutive il Tour de France. I pneumatici montati su queste auto erano i Michelin TB, disponibili ora in versione omologata da strada!
Storia della Ferrari 308 GTB/GTS
Ferrari
Nel 1975 Ferrari presentò la Ferrari 308 GTB di Pininfarina. Il design, la maneggevolezza e le prestazioni erano eccezionali per quel tempo.
Per i suoi primi 18 mesi di vita, la Ferrari 308 GTB presentava una scocca in vetroresina, che risultava pesare 125 kg in meno delle future carrozzerie in metallo. La Ferrari 308 GTB erogava 255 CV dal suo motore V8 3 litri. Nel 1980 la 308 GTB fu dotata di alimentazione con sistema ad iniezione Bosch K-Jetronic, per ridurne i consumi (per il mercato americano). Purtroppo questo ebbe ripercussioni negative sulla potenza che calò drasticamente a 215 CV, rendendo la Ferrari 308 GTBi la più lenta della serie 308.
Ferrari
Nel 1981 Ferrari introdusse la testata a 4 valvole per il motore V8, realizzando così la 308 GTB/GTS Quattrovalvole. Adesso l'auto produceva circa 240 CV e, nonostante tutto il peso in più dato dalla scocca completamente in metallo, la Ferrari 308 GTB vantava prestazioni e maneggevolezza pari a quelle che aveva all'inizio della produzione!
Nel 1985, Ferrari introdusse la 328 GTS/GTB, con un motore più potente da 3185cc, in grado di erogare 270 CV. La 308 fu la prima biposto di casa Ferrari con motore V8, erede dall'impressionante Dino 246 GT. La 308, progettata per racchiudere in sé tutte le caratteristiche di un'auto sportiva degli anni Settanta e Ottanta, rimane uno dei progetti più riusciti dell'azienda, portando la Ferrari dall'apice di una cultura per pochi eletti alla coscienza collettiva: 25 anni dopo, la 308 è l'auto con cui la gente identifica il nome Ferrari.
Ferrari
Le prime Ferrari 400 montavano pneumatici Michelin XWX
215/70x15.
Le successive 400 Ferrari erano dotate di serie di pneumatici Michelin TRX 240/55VR415.
Ferrari 512BB
La Ferrari 512BB era dotata di pneumatici Michelin XWX 215/70x15 davanti e di Michelin XWX
225/70x15 dietro.
Ferrari Testarossa
Inizialmente la Ferrari Testarossa montava di serie pneumatici Michelin TRX 240/45x415davanti e 280/45x415 dietro. Le successive evoluzioni furono dotate di Michelin Pilot Sport 225/50x16 davanti e 255/50ZR16 dietro. Tutti questi pneumatici sono disponibili da Longstone in pronta consegna!
Storia della Ferrari Testarossa
Ferrari Testarossa di un cliente in visita alla nostra officina
La Ferrari Testarossa fu presentata al Salone dell'Auto di Parigi nel settembre 1984, come sostituta della Ferrari 512 Berlinetta Boxer. Progettata dal grande Pininfarina, la Testarossa non era la prima Ferrari con questo nome. Già nel 1950, la denominazione Testarossa fu assegnata a numerose Ferrari da gara e si riferiva al colore usato per dipingere i coperchi degli assi a camme in testa. La Ferrari Testarossa degli anni Ottanta fu realizzata soprattutto per il mercato statunitense e fu presentata agli autosaloni nel 1985.
A causa del maggior peso sull'assale posteriore, la Ferrari Testarossa sfruttava sospensioni posteriori con doppi ammortizzatori e molle elicoidali per ogni ruota. La scocca della vettura era in alluminio, con portiere e tettuccio in acciaio. Il motore, una versione modificata di quello della 512 Berlinetta Boxer, con 4 valvole per cilindro, iniezione elettronica Marelli, alimentazione ad iniezione K-Jetronic, era in grado di erogare 390 CV dai suoi 12 cilindri orizzontali per 4943 cm³. La Ferrari Testarossa passava da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi e raggiungeva la velocità massima impressionante (ancora oggi) di ben 290 km/h!
Ferrari Testarossa di un cliente in visita alla nostra officina
La caratteristica più facilmente riconoscibile della Ferrari Testarossa è costituita forse dalle griglie laterali scolpite, rese necessarie dai due radiatori posteriori, per cui sembra che l'auto viaggi a 160 km/h anche da ferma. Con quasi due metri di larghezza, la Ferrari Testarossa è un'auto enorme, ma rimane estremamente leggera ed agile da guidare. La sua accelerazione e l'aderenza erano impressionanti e le consentivano di sorpassare qualsiasi altro veicolo su strada (sempre che la strada fosse larga abbastanza!). Quando la sua produzione cessò nel 1992, erano stati prodotti circa 7200 esemplari della Testarossa.
Ferrari Mondial
Ferrari Mondial con pneumatici Longstone
La Ferrari Mondial montava pneumatici 240/55VR390. Cliccare qui per vedere le opzioni disponibili per la Ferrari Mondial.