Pneumatici Volkswagen Maggiolino

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Pneumatici per Volkswagen Maggiolino

Il Volkswagen Maggiolino montava originariamente pneumatici a tele incrociate 5.60x15. Una versione radiale equivalente può essere la 155x15, leggermente più piccola ma che mantiene lo sterzo leggero, oppure la 165x15, con il diametro giusto ma con lo sterzo più pesante.

Cliccare qui per vedere le opzioni disponibili in 155x15 per il Volkswagen Maggiolino.

I Pirelli Cinturato ™ 155x15 sarebbero i più adatti in questa misura.

Cliccare qui per vedere le opzioni disponibili in 165x15 per il Volkswagen Maggiolino. I pneumatici più adatti in questa misura sarebbero i Michelin XAS 165HR15.

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La VW Beetle in generale ha lasciato la fabbrica equipaggiata con pneumatici a tele incrociate 5-60x15- Oggi la maggior parte delle persone tendono a montare pneumatici radialii per pneumatici radialii tendono a soddisfare le nostre strade moderne- L'originale radialie equivalente alla 560X15 croce pneumatico tele che il Bug VW lasciato la fabbrica con le dimensioni 155x15, con le gomme attualmente disponibili in questo formato essendo il la XAS Michelin o Pirelli Cinturato ™- Entrambi questi pneumatici sono eccellenti pneumatici sportivi.

Storia del Volkswagen Maggiolino

Nel 1934 Adolf Hitler annunciò di voler realizzare un'auto per tutti, in grado di trasportare tre bambini e due adulti, di viaggiare a una velocità di 100 km sulle autostrade di recente realizzazione e che non costasse più di una motocicletta. Il progetto fu affidato a Ferdinand Porsche.

Esistono molte teorie sulle origini dei disegni. Alcuni credono che sia stato Hitler in persona a progettare la vettura, altri ipotizzano invece che la vera fonte di ispirazione del Maggiolino fosse stato il progetto realizzato da Joseph Ganz nel 1920. Porsche dal canto suo riprese nel progetto del Maggiolino alcuni particolari che aveva già previsto nella Mercedes-Benz 170H di sua realizzazione.

La maggiore fonte di ispirazione per il Maggiolino furono tuttavia i veicoli Tatra, in particolare il T97, progettati da Hans Ledwinka. Fu proprio a causa di alcune rassomiglianze che la Tatra avviò una causa legale che però non ebbe alcun risvolto in quanto all'epoca la Germania invase la Cecoslovacchia. La diatriba venne comunque riaperta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la Volkswagen fu costretta a pagare alla Tatra 3 milioni di marchi, trovandosi così a non avere più denaro sufficiente per sviluppare altri modelli di Maggiolino.

La Volkswagen Type 1 entrò ufficialmente in produzione nel 1947 con il nome KdF, abbreviazione di "Kraft durch Freude" (auto della forza attraverso la gioia). In inglese, fu ribattezzata "Beetle", in tedesco veniva chiamata "Käfer" e in francese "Coccinelle".

Si trattava di piccoli "concentrati di gioia" che montavano freni meccanici a tamburo (con le prime versioni azionate da cavi), un cambio non sincronizzato e praticamente nessun tipo di cromatura o abbellimento.

Nel 1949 il logo Volkswagen fu stampato sui cerchi e il motore fu ampliato a 1131 cm³ arrivando a 25 cavalli di potenza. Nei modelli prodotti dopo l'ottobre del 1949 fu prevista la lussuosa aggiunta di un motore ad avviamento elettrico!

Sempre nel 1949 Volkswagen propose anche due versioni cabrio. Dalla penna di Josef Hebmuller nacque infatti la versione biposto, denominata 14A, mentre dallo stabilimento Karmann di Osnabruck uscì invece la Type 15 a quattro posti. Quest'ultima riscosse un successo molto superiore e rimase in produzione per 30 anni.

La 14A era una vettura elegante e seducente, ma purtroppo a seguito di un incendio che distrusse la fabbrica, la produzione venne bloccata e le creazioni di Hebmuller divennero estremamente rare. Il pianale posteriore della biposto era quasi identico al bagagliaio/cofano anteriore. L'eliminazione del tetto aveva pregiudicato la resistenza della vettura, ma per ovviare al problema il contorno del parabrezza era stato reso più solido ed erano state aggiunte delle doppie traverse con sezione a Z sotto il pavimento. Fino al 1953, ultimo anno di produzione, furono creati in tutto solo 696 esemplari Hebmuller.

La Karmann cabriolet furoreggiò in un'epoca in cui le esigenze di praticità superavano i requisiti di stile. La Karmann aveva una lunga storia nella progettazione e costruzione di automobili: nata nel 1901, questa azienda conosceva molto bene la produzione su catena di montaggio, i vantaggi e le caratteristiche dei diversi tipi di metalli.

Negli anni Cinquanta il Maggiolino fu sottoposto a diversi miglioramenti interni ed esterni. Nel 1951 furono aggiunti i braccioli, che vennero comunque eliminati di nuovo dopo pochi mesi. Nel 1952, le marce dalla seconda alla quarta divennero sincronizzate e i freni meccanici a cavo furono sostituiti dai freni idraulici. Il cruscotto fu riprogettato con l'aggiunta di un vano portaoggetti. Nel 1955 fu migliorato il paraurti, furono installati gli indicatori di direzione elettrici e fu aggiunto anche un secondo tubo di scarico. I sedili anteriori furono ampliati e gli schienali divennero regolabili in tre posizioni diverse.

Il 1956 fu l'anno dell'adozione dei pneumatici Tubeless, senza camera d'aria. Verso la fine del 1956, gli specchi laterali divennero di serie su tutti i modelli di Maggiolino.

Nel 1957 le dimensioni del vetro anteriore aumentarono del 17 percento e quelle del lunotto posteriore del 95 percento, perdendo l'originale forma "ovale". Fecero la loro apparizione un cruscotto nuovo, lo specchietto retrovisore, radio e altoparlanti. Gli indicatori di direzione ora si spegnevano automaticamente.

Fino ad allora, per avviare l'accelerazione era stato utilizzato un pedale a rotella, che veniva ora sostituito dal pedale piatto.

Nel 1958 venivano proposte le ruote con dischi color avorio.

Nel 1960 fu realizzato un motore da 34 cavalli (!), la velocità passava così da 119 km/h a 140 km/h. Fu previsto inoltre un impianto tergicristallo e l'indicatore di direzione anteriore passò da bianco ad ambra.

L'indicatore di livello del carburante fu aggiunto nel luglio del 1961.

Nel 1963 i rivestimenti dei sedili passarono dalla lana al materiale sintetico. Il logo VW del mozzo non veniva più verniciato. La sicurezza del veicolo fu migliorata ulteriormente ampliando gli indicatori di direzione.

Nel 1964 furono apportate alcune modifiche di lieve entità, ma i vetri furono comunque ingranditi.

Nel 1965 fu migliorato l'assale anteriore. Alla saga infinita dei miglioramenti apportati fu aggiunto un nuovo capitolo quando venne applicata una bocchetta di sbrinamento al centro del cruscotto.

Nel 1971, parallelamente alla produzione del Maggiolino "standard", veniva lanciato il cosiddetto "Maggiolone", prodotto dal 1971 al 1979 (i modelli 1302 dal 1971 al 1972 e 1303 dal 1973 in poi), caratterizzato da sospensioni anteriori MacPherson che richiedevano un avantreno più bombato. Questa modifica comportava un diametro di volta migliore e la realizzazione di un "muso" del veicolo più allungato con la ruota di scorta posizionata orizzontalmente, che comportava il raddoppio dello spazio per i bagagli nel vano anteriore. La pressione dell'aria del pneumatico di scorta veniva utilizzata per pressurizzare la vaschetta del tergicristallo, non essendo prevista una pompa elettrica per erogare il liquido di pulizia del parabrezza. Il Maggiolone del 1972 aveva un lunotto leggermente più ampio, freni anteriori più grandi e quattro file di bocchette sul cofano. I fari posteriori comprendevano ora anche le luci di retromarcia. Il volante a "quattro razze" e il piantone dello sterzo furono riprogettati per garantire un migliore assorbimento dell'energia in caso di incidente!

Nel 1973, l'introduzione di un parabrezza con una curvatura più aerodinamica faceva spostare più in avanti il piantone, allontanandolo ulteriormente dai passeggeri, presumibilmente perché così prevedevano le indicazioni di sicurezza del Ministero dei Trasporti Americano. Questo accorgimento consentì di realizzare un cruscotto "imbottito". Furono aggiunti inoltre una ventola di riscaldamento a 2 velocità, gli archi passaruota posteriori pi alti e fari posteriori più grandi. Le modifiche all'alloggiamento della ventola di riscaldamento, del tergicristallo e il parabrezza incurvato comportarono una leggera rivisitazione del cofano, rendendo unici i cofani del Maggiolone del 1971 e 1972.

Nel 1974 le staffe precedentemente usate per il montaggio del paraurti in acciaio piatto furono sostituite con gli elementi di fissaggio tubolari "autodeformanti ad assorbimento di energia". Il fuso a snodo dello sterzo e di conseguenza il punto di fissaggio inferiore del montante furono riprogettati per migliorare la maneggevolezza e la stabilità nel caso di esplosione di un pneumatico, particolare che impedisce di scambiare i montanti del Maggiolone precedenti al 1974 con quelli prodotti tra il 1974 e il 1979.

Il 1975 vide la sostituzione dei carburatori con l'iniezione AFC (Air Flow Control) sui Maggiolini americani, un sistema derivante dal più complesso metodo a iniezione Bosch utilizzato nella Volkswagen Type III. Al motore a iniezione furono aggiunte anche una nuova marmitta e l'opzione di un convertitore catalitico a monte, che richiedeva un rigonfiamento nella lamiera di metallo del pannello posteriore direttamente sotto il paraurti posteriore, e la sostituzione dei due particolari tubi "a cerbottana" con un unico scarico compensato, che rendeva il modelli con motore a iniezione facilmente riconoscibili. Altre modifiche furono apportate al supporto e al pignone dello sterzo rispetto al tradizionale cambio a viti senza fine e rulli, oltre all'aggiunta di un portalampadina dell'alloggiamento targa più grande sotto il cofano. Nei modelli europei, sparirono gli indicatori di direzione anteriori dai parafanghi che entrarono nei paraurti: una connotazione ben specifica per distinguere l'"Euro Look" dal "Cal Look".

Nel 1976, la produzione del Maggiolone hard top e del 1300 fu sospesa (sopravvissero solo i Maggioloni cabrio fino al 1979), per essere sostituita da quella di un Maggiolino di serie "migliorato" con motore da 1600cc, sospensioni posteriori indipendenti e freni a disco anteriori. Il cambio con funzione "autostick" fu abbandonato. A partire dal 1976 i Maggioloni non subirono più grandi cambiamenti a livello di progettazione, ma subirono alcuni ritocchi estetici e divennero disponibili nuovi colori, tra cui i modelli "Champagne Edition" fino ad arrivare al modello finale del 1979 "Epilogue Edition" nero su nero, in omaggio ai primissimi Maggiolini prodotti tanti anni prima.


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